17 luglio 2019

Il Maestro ha dato tanto a noi Assistenti sociali.

Non solo con il suo contributo personale in occasione del video per le giornate di solidarietà per i rifugiati del 2016, ma raccontando le storie di persone di frontiera. Quelle fragili, quelle che chiedono aiuto, quelle che sbagliano.

Le persone che incontriamo quotidianamente.

Ha raccontato l’Italia e la sua società come pochi e ha richiamato quei luoghi che spesso nella narrazione collettiva vengono dimenticati.
Luoghi come le periferie del Paese, della sua Sicilia, ma anche del mondo che arriva dall’altra sponda del mare.
Possiamo solo ricordare le tante occasioni in cui il Maestro Camilleri ha preso posizione a tutela dei diritti di tutti e soprattutto dei più giovani.

Non è stato solo Montalbano: è stato per molti di noi una voce della memoria e della coscienza civile, nei romanzi come nella critica, non solo recente, alle istituzioni e alla semplificazione delle storie.
Anche nei suoi ultimi anni, quelli che lo hanno visto affrontare la cecità, il Maestro ha saputo acuire gli altri sensi, e la sensibilità (“sono completamente dipendente dalla cortesia e dalla gentilezza di chi mi circonda”), mantenendo ed affinando una lettura del mondo e della società impossibile per persone incapaci di vedere al di là della propria convenienza o del proprio recinto mentale.

Nel 2016 ci ha ringraziato perché ci prendiamo cura metaforicamente del mondo: oggi siamo noi a ringraziarlo per averci accompagnato in questi anni e averci donato le parole per dare voce a chi non ne ha.