31 luglio 2019

Abbiamo partecipato alla prima riunione della “Squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori” istituita lo scorso 22 luglio dal ministro Alfonso Bonafede e vogliamo subito dare un giudizio positivo.  Al di là dei toni esasperati e delle speculazioni politiche a cui abbiamo assistito dalla deflagrazione del caso Bibbiano, abbiamo sentito parlare di uno stato che “intende sostenere gli operatori nel loro lavoro con una rete strutturale e infrastrutturale”, di “una visione a 360 gradi sulla tematica degli affidi” che permetta di agire evitando di spezzettare le diverse competenze.

Abbiamo ribadito al ministro quello che sosteniamo da tempo: servono risorse per il welfare, formazione per i professionisti, stabilità dei rapporti di lavoro per dare continuità nei rapporti in situazioni delicatissime. Ferma restando la condanna e l’intervento dell’Ordine per le responsabilità che sono emerse o che saranno dimostrate dalla magistratura, siamo pronti a fare come sempre la nostra parte per assicurare un’infanzia serena ai bambini.

Al ministro abbiamo chiesto di farsi promotore presso il Governo di un abbassamento di toni e di un cambio di strategia nell’affrontare il tema dei minori, della famiglia, dei servizi sociali… Toni e strategia fin qui diretti più a individuare nemici – politici, ma anche professionisti -  da  additare, piuttosto che cercare soluzioni o prevenire drammi e dolori. Nei giorni scorsi, anche a causa di una campagna mediatica senza controllo, abbiamo sottolineato, sono aumentate le aggressioni nei confronti degli assistenti sociali: minacce e proiettili recapitati in buste chiuse a colleghi che ogni giorno sono di fronte a chi ha più bisogno.

Il prossimo appuntamento con il tavolo istituito con i responsabili e presso il ministero di Grazia e Giustizia è fissato per i primi giorni di settembre. Vigileremo perché dopo gli impegni e le parole di oggi non si torni alla propaganda sulla pelle dei bambini e delle loro famiglie. Noi ci siamo, responsabilmente.